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venerdì 24 maggio 2013



ANCHE IL MOVIMENTO CONTADINO UMBRO MANIFESTERA’ L’11 MAGGIO CONTRO INCENERITORI, CENTRALI A BIOMASSE E BIODIGESTORI

Il movimento contadino umbro “Genuino Clandestino Umbria” scenderà in piazza l’11 Maggio, in appoggio ai comitati di lotta regionali, in difesa della salvaguardia della salute delle nostre terre.
Il nostro movimento”- affermano gli aderenti – “composto da agricoltori, allevatori e trasformatori su piccola e piccolissima scala, nonché da tutti coloro che ne sostengono l’esistenza attraverso la scelta dei loro prodotti, si batte da anni in difesa della terra e per l’affermazione dell’agricoltura su piccola scale come alternativa sostenibile, per la salvaguardia della biodiversità, per l’agevolazione burocratica, fiscale ed economica delle piccole produzioni, per la semplificazione dell’accesso alla terra finalizzato alle piccole produzioni, per la tutela della sovranità alimentare, contro l’alienazione dei terreni pubblici e contro ogni forma speculativa di sfruttamento delle terre.”
Il tema è ampio e complesso e allo stesso tempo coinvolge quotidianamente e imprescindibilmente ognuno di noi, e non poteva certo mancare un coinvolgimento alle tematiche per cui decine di associazioni e comitati l’11 Maggio scenderanno in piazza. E’ così che il movimento umbro cerca in poche parole di spiegare la loro presenza in strada:
L’Umbria, conosciuta anche come “polmone verde” d’Italia, è già devastata da centinaia di ettari di impianti tra fotovoltaici a terra, eolici sulle montagne e metanodotti; già deturpata nella sua natura agricola da monoculture intensive; già saccheggiata nelle risorse idrogeologiche.
La vocazione agricola della nostra regione volta alla salvaguardia dell’ambiente e delle biodiversità è altamente compromessa dal proliferarsi di decine di centrali a biomasse e biodigestori, il cui sostentamento rende necessarie le note coltivazioni dedicate, causa principale del fenomeno di “land grabbing” che, oltre altre all’inquinamento dei terreni limitrofi con tendenza a renderli sterili nel corso di un solo decennio, mette a repentaglio la sovranità alimentare di intere popolazioni più o meno vicine e causa l’estinzione delle piccole produzioni agricole già duramente provate dalle normative vigenti in materia. Note sono le società, per le quali l’Italia vanta un triste primato numerico, che su tali fenomeni speculano e non può che spaventare il loro ingresso sul nostro territorio. L’impianto di termovalorizzazione a Terni e la prospettiva di riaccensione di un ulteriore impianto autorizzato a bruciare biomasse e linoleum (ex Printer) nella stessa area, oltre a rappresentare un’eccezione nazionale specie in una città con caratteristiche territoriali come la nostra, condizioneranno gli agenti atmosferici, e la fuoriuscita di diossine ed altri inquinanti propri della combustione andranno a fissarsi sulle forme vegetali con disastrose conseguenze per l’alimentazione animale, quindi umana. ”

Concordiamo sul fatto che ciò sia possibile esclusivamente grazie ad una incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e assimilate che non ha alcuna rispondenza con una strategia di reale efficienza energetica, ma che per ora di contro alimenta solo circuiti speculativi.
Per tanto a livello nazionale Genuino Clandestino ha promosso e lanciato la campagna “Terra Bene Comune” contro sfruttamento, devastazione e saccheggio di tutte le terre, private o demaniali che siano, in difesa delle comunità, a fianco di coloro che si organizzano per la sovranità alimentare.
E concludono: “Si rende necessaria la presenza di tutti coloro che sulla terra e di terra vivono, i fatti ci insegnano che la tutela dei nostri territori non può essere delegata. E’ assurdo che le realtà contadine non siano coinvolte in tali processi decisionali. In quanto custodi delle nostre terre pretendiamo voce in capitolo!”

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